Dare fiducia a libri sconosciuti: "A colpi di cuore - Storie del sessantotto"

Oggi è domenica e al posto di un pomeriggio più sociale, in mezzo a persone reali, in un posto reale, ho scelto una volta ancora le pagine di un libro. Di uno in cui non avevo tanta fiducia, ma forse perchè gli avevo dedicato poca concentrazione e attenzione. Oggi pomeriggio mi sono ricreduta. Il libro è "A colpi di cuore - Storie del sessantotto" di Anna Bravo.


Ho sottolineato a matita questa frase:

"Al contrario prolunga la dipendenza dalla famiglia, costringe a vivere con il denaro contato, non garantisce un lavoro -che comunque sarà perlopiù dequalificato e a basso reddito-, perchè ai nuovi intellettuali di "massa" si chiedono compiti di esecuzione." 

Il soggetto è l'Università, nel 1966: sarebbe a dire più di 50 anni fa.

Sta parlando di me, ho pensato, sta parlando di noi, di quasi tutti quelli che conosco.

Quanti anni sono passati da quando ho finito l'Università? Era il 2008, sono più di dieci anni. Ma io ancora sento quella instabilità.

Tra le note al capitolo che stavo leggendo ho trovato il titolo "Della miseria nell'ambiente studentesco", un libretto uscito negli anni '60, ma di sicuro ancora molto attuale.

Instabilità, dicevo prima. Non è però una parola brutta, perchè poi mi è venuto di scriverla sullo stesso libro, qualche pagina più avanti e mi è sembrata una spinta, una parola con potenziale.

Questo è il mio inizio con "A colpi di cuore". 


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